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Amerigo Vespucci
Lettere sul mondo nuovo
56 pagine
prima edizione 2009
a cura di Daniele Lucchini
traduzione dal latino di Giovan Battista Ramusio
leggi un breve assaggio
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Se Cristoforo Colombo scoprì l'America, Amerigo Vespucci fu
il primo a capire che si trattava di un nuovo mondo, dando i
toni del mito alla straordinaria epopea della sua esplorazione.
Merito che non sfuggì ai contemporanei, i quali chiamarono da
subito il continente con il suo nome, né ai posteri, per i quali
i suoi resoconti di viaggio hanno esercitato, e continuano ad
esercitare, un fascino immutato. Un breve assaggio
del testo
« Ai giorni passati pienamente diedi aviso alla S.V. del
mio ritorno e, se ben mi ricordo, le raccontai di tutte queste
parti del mondo nuovo, alle quali io era andato con le caravelle
del serenissimo re di Portogallo: e se diligentemente saranno
considerate, parrà veramente che facciano un altro mondo,
sí che non senza cagione l'abbiamo chiamato mondo nuovo,
perché gli antichi tutti non n'ebbero cognizione alcuna,
e le cose che sono state nuovamente da noi ritrovate trapassano
la loro openione. Pensorono essi oltra la linea equinoziale
verso mezzogiorno niente altro esservi che un mare larghissimo
e alcune isole arse e sterili: il mare lo chiamarono Atlantico,
e se tal volta confessarono che vi fusse punto di terra, contendevano
quella esser sterile e non potervisi abitare. La openione de'
quali la presente navigazione rifiuta, e apertamente a tutti
dimostra esser falsa e lontana da ogni verità, percioché
oltra l'equinoziale io ho trovato paesi piú fertili e
piú pieni di abitatori che giamai altrove io abbia ritrovato,
se ben V.S. anche voglia intender dell'Asia, dell'Africa e dell'Europa,
come piú ampiamente qui di sotto seguitando sarà
manifesto. » |
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