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Giovanni da Verrazzano
La scoperta di Terranova
56 pagine
prima edizione 2008
a cura di Daniele Lucchini
traduzione dal latino di Giovan Battista Ramusio
leggi un breve assaggio
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La conquista delle Americhe non fu solo epopea d'armi, ma pure,
e soprattutto, pianificazione economica ed esplorazione, che
si portava dietro tutte le inquietudini di un periodo di profondi
mutamenti spirituali e filosofici.
Ne sono esempio anche gli scritti di Giovanni da Verrazzano,
il navigatore che scoprì Terranova e la baia di New York,
riproposti al pubblico italiano per la prima volta dal Cinquecento.
Un breve assaggio
del testo « Alli diciasette genaro 1524,
Dio grazia, partimmo dallo scoglio disabitato propinquo all'isola
di Madera, che è del serenissimo re di Portogallo, con
uomini cinquanta, di vettovaglia, armi e altre munizioni navali
per otto mesi ben proveduti, e per ponente navigando con vento
di levante assai piacevole, in giorni venticinque corremmo leghe
cinquecento. E alli venti febraro fummo assaliti da una fortuna
tanto aspra e orribile quanto mai alcun altro navigante passasse,
dalla quale con il divino aiuto e bontà della nave, accompagnata
con la felicità del suo nome, fummo liberi: e, il mare
abbonacciato, con prospero vento seguimmo la nostra navigazione
verso ponente, pigliando alquanto del settentrione. E in altri
giorni venticinque scorremmo più oltra leghe quattrocento,
dove scoprimmo una terra nuova, non più dagli antichi
né da' moderni vista, e a prima vista dimostravasi alquanto
bassa; ma, approssimandosi poi ad un quarto di lega, conoscemmo
quella, per li grandissimi fuochi che al lito del mare facevano,
esser abitata, e vedemmo che correva verso mezzodì. » |
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