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Daniele Lucchini
Racconti per metró
144 pagine
prima edizione 2005
edizioni successive 2009, 2010
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Un grido di disperazione sembra emergere costantemente da questi Racconti
per metró, una serie di storie brevi, tanto
da poter essere lette ciascuna nello spazio di una corsa in metropolitana.
Sono pagine caratterizzate da un forte spirito ironico, spesso sarcastico
ed eroticomico, che aprono una finestra sulla noia incolmabile della vita di provincia:
la velleità, la goliardia, il cinismo, il tedio mortale,
la rabbia e la follia del sopravvivere in un paesone fuori da ogni
rotta delle brezze vitali che soffiano nelle città, ogni
volta fermati in poche pagine, quasi in istantanee. Un
breve assaggio del testo « da Freelancer
story
Bella idea mettersi a fare anche l'agente letterario. Ma almeno
qui i soldi non s’involano. I nuovi Balzac investono a
occhi chiusi e in contanti anticipati per promuovere le loro
meraviglie. In realtà semplicemente per sentirsi blandire
almeno una volta. Non li pubblicherà mai nessuno, a meno
che non decidano di farsi spennare da qualche sedicente editore
a pagamento. Invece bastano due righe: "l'idea nel suo
complesso è carina, c'è però da lavorare
più scrupolosamente sul ritmo; se si alleggerisse un
po’ la forma, si potrebbe già presentare al tale
editore".
Non devo nemmeno aprire i plichi.
Dovessi stare lì anche solo a sfogliarli! Nove su dieci
sono già appagati così: qualcuno che si fregia
dell'aggettivo letterario ha accennato in nero su bianco al
loro manoscritto. Il decimo va regolarmente in bocca al finto
editore che gli fa fuori sei mesi di stipendio per quattro scatoloni
di copie del suo gioiello, destinati in partenza ad ammuffire
in garage, e mi manda qualche settimana dopo un volume cartonato
con sovracopertina a colori: prezzo al pubblico quindici euro.
Rifarsi delle mille copie in garage... » |
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