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Jack London
Il nemico del mondo
56 pagine
prima edizione 2008
a cura e traduzione dall'inglese di Daniele Lucchini
postfazione di Hervé Dubois-Fournier
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In un futuro posto ad alcuni decenni dal momento in cui scrive,
ma che per noi è già recente passato, Jack London
delinea con sorprendente lungimiranza eventi che, mutatis mutandis,
abbiamo visto realizzati negli ultimi anni.
Tanto che verrebbe da chiedersi: se già negli anni Dieci
del Novecento uno scrittore era stato in grado di prevedere
attacchi in stile 11 settembre (nel racconto Il nemico del
mondo) o l'espansione planetaria della Cina (nel racconto
L'invasione asimmetrica), perché le classi dirigenti
si fanno sempre trovare impreparate? Un
breve assaggio del testo « Fu nel 1976
che la tensione tra la Cina e il resto del mondo raggiunse il
culmine. A causa di questo furono rinviate le celebrazioni per
il secondo centenario d'indipendenza degli Stati Uniti e per
lo stesso motivo furono scompigliati e rimandati i progetti
di molte altre nazioni. Il mondo si risvegliò improvvisamente
di fronte al pericolo, benché gli eventi si fossero incamminati
verso tale drammatica conclusione già da oltre settant'anni,
senza che nessuno se ne fosse reso conto.
Il 1904 marcò l'inizio del percorso che avrebbe gettato
nella costernazione l'intero pianeta. In quell'anno scoppiò
la guerra russo-giapponese, che, secondo gli storici dell'epoca,
segnò l'ingresso del Giappone nel novero delle nazioni.
In realtà essa segnò il risveglio della Cina,
un risveglio arrivato dopo essere stato a lungo atteso. Le nazioni
occidentali avevano cercato di farla risollevare, ma avevano
fallito. Nonostante il loro naturale ottimismo e il loro egocentrismo,
avevano concluso che l'obiettivo era irrealizzabile e che la
Cina non si sarebbe mai risvegliata. » |
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