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Gigli ridenti
Mini antologia di lirici greci
80 pagine
prima edizione 2005
seconda edizione 2009
a cura e traduzione dal greco di Daniele Lucchini
testo greco a fronte
leggi un breve assaggio
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Che cosa può spingerci all'inizio del terzo millennio
a prendere in considerazione per l'ennesima volta un'antologia
di lirici greci?
Senza entrare in sofisticate disquisizioni storiche, basterà
anche ai meno esperti pensare quanto la cultura della Grecia
antica domini e plasmi ancora la nostra società. Apriamo
il giornale ed è tutto un parlare di democrazia: una
conquista recente, vero, ma un concetto sviluppato e messo in
pratica, parzialmente, nell'Atene del quinto secolo avanti Cristo.
Il televisore ci tiene ogni giorno sotto pressione con la crisi
della giustizia: non se ne potrebbe discutere se gli antichi
pensatori dell'Ellade non avessero avviato le riflessioni sui
rapporti tra società e individuo.
Per non dire delle parole che fanno parte del nostro linguaggio
comune: autodromo, dialogo, geografia, polemica, fotografo,
ippica, androide, storia, ipnosi, cinema, atomo, igiene, nautica,
telefono, chitarra, semaforo, cosmetica, ottico, politica e
tante, tantissime altre.
Potrebbe già essere sufficiente questo per portarci a
capovolgere la domanda iniziale e a chiederci dunque: che cosa
si stava aspettando per proporre una nuova antologia di lirici
greci?
Dopo più di venti secoli possiamo ancora essere incantati
dalle passioni di Saffo, dalle odi al vino di Alceo, dalla malinconica
delicatezza di Nosside, dalle celebrazioni dei campioni olimpici
di Pindaro o dall'eroismo dei 300 Spartani di Leonida alle Termopili
cantato da Simonide; versi e poeti ancora di estrema attualità
che ci parlano di guerra, politica, eros, delizie d'amore e
della natura.
Il lettore potrà scoprirli, o riscoprirli, in una preziosa
traduzione letteraria arricchita da un agile dizionario biografico
degli autori e da una comoda mappa del mondo greco antico.
Un breve assaggio
del testo « da Alceo
Innaffia i polmoni di vino,
che la stella compie il suo giro,
la stagione è greve,
tutto ha sete per la calura;
echeggia soavemente dalle fronde la cicala,
da sotto le ali diffonde
ininterrottamente il suo tinnulo canto,
instancabile
quando l'avvampante raggio del sole
addormenta tutto volando per l'aria.
Ora fiorisce il cardo,
le donne sono più ardenti,
mentre gli uomini sono fiacchi,
ché Sirio indebolisce loro
le ginocchia e la testa. » |
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