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Il blog

a cura di Daniele Lucchini
Gigli ridenti
Mini antologia di lirici greci
60 pagine
prima edizione 2005

a cura e traduzione di Daniele Lucchini

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brossura: € 8,50
grandi caratteri: € 8,50
libro elettronico: € 4,50
libro low cost: € 4,50


Che cosa può spingerci all'inizio del terzo millennio a prendere in considerazione per l'ennesima volta un'antologia di lirici greci?
Senza entrare in sofisticate disquisizioni storiche, basterà anche ai meno esperti pensare quanto la cultura della Grecia antica domini e plasmi ancora la nostra società. Apriamo il giornale ed è tutto un parlare di democrazia: una conquista recente, vero, ma un concetto sviluppato e messo in pratica, parzialmente, nell'Atene del quinto secolo avanti Cristo.
Il televisore ci tiene ogni giorno sotto pressione con la crisi della giustizia: non se ne potrebbe discutere se gli antichi pensatori dell'Ellade non avessero avviato le riflessioni sui rapporti tra società e individuo.
Per non dire delle parole che fanno parte del nostro linguaggio comune: autodromo, dialogo, geografia, polemica, fotografo, ippica, androide, storia, ipnosi, cinema, atomo, igiene, nautica, telefono, chitarra, semaforo, cosmetica, ottico, politica e tante, tantissime altre.
Potrebbe già essere sufficiente questo per portarci a capovolgere la domanda iniziale e a chiederci dunque: che cosa si stava aspettando per proporre una nuova antologia di lirici greci?
Dopo più di venti secoli possiamo ancora essere incantati dalle passioni di Saffo, dalle odi al vino di Alceo, dalla malinconica delicatezza di Nosside, dalle celebrazioni dei campioni olimpici di Pindaro o dall'eroismo dei 300 Spartani di Leonida alle Termopili cantato da Simonide; versi e poeti ancora di estrema attualità che ci parlano di guerra, politica, eros, delizie d'amore e della natura.
Il lettore potrà scoprirli, o riscoprirli, in una preziosa traduzione letteraria arricchita da un agile dizionario biografico degli autori e da una comoda mappa del mondo greco antico.


Un breve assaggio del testo
« da Alceo

Innaffia i polmoni di vino,
che la stella compie il suo giro,
la stagione è greve,
tutto ha sete per la calura;
echeggia soavemente dalle fronde la cicala,
da sotto le ali diffonde
ininterrottamente il suo tinnulo canto,
instancabile
quando l'avvampante raggio del sole
addormenta tutto volando per l'aria.
Ora fiorisce il cardo,
le donne sono più ardenti,
mentre gli uomini sono fiacchi,
ché Sirio indebolisce loro
le ginocchia e la testa. »

 


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