Publio Filippo Mantovano - Formicone

“La comedia per el subiecto, compositione e recitanti fu bellina, et serìa stata onorevole in una sala grande apparata”.
Con queste parole Isabella d’Este testimonia la nascita della commedia regolare in lingua italiana.
È il 12 novembre 1503 e a Mantova è appena andato in scena il Formicone del giovane Publio Filippo, tratto da Apuleio. La novità arriverà presto alla corte estense di Ferrara, dove lavora Ludovico Ariosto, e, a seguire, nel resto d’Italia, avviando la ricchissima stagione della commedia cinquecentesca.

Un breve assaggio del testo
« Silenzio, vi prego, benignissimi spettatori. Lucio Apuleio nell’Asino aureo narra una elegantissima favola, la quale Publio Filippo adolescente, per esercitazione del suo ingegno, al presente ha composta in una comedia della quale, se benignamente m’ascoltarete, brevemente narrarovi l’argomento. Ora alongate gli orecchi tanto che gli asini de Arcadia superiate.
Barbaro, cittadino anconitano uomo ricchissimo, de mediocre età, senza moglie et figli, partendosi per una sua importante faccenda, con instanzia grandissima ricomanda e dà in custodia Polifila, sua concubina, a Formicone suo servo. Licopino parasito annunzia a Filetero, amante de essa Polifila, la partita de Barbaro, sperando avere per questo un buon pasto; per el che Filetero spera con denari et opera de esso parasito corrompere el servo guardiano, ma esso in tutto ostinato li rifuta. Sirisca, serva innamorata de Formicone, manda un suo conservo a quello per cinque ducati, per liberarsi da uno mercatante che essa dal padron suo aveva comperata; per la qual cosa Formicone, costretto dall’amore, è sforzato accettar li danari e condur Filetero in casa. Barbaro, da contrari venti agitato, la notte sequente ritrovossi nel porto dove la mattina s’era partito, e, come geloso, andatosene al letto della concubina, ritrovò le pianelle de Filetero sulla banca del letto, el quale con gran fretta era uscito all’entrata de Barbaro. La sequente mattina, Barbaro pien de ira e de sospetto fa condurre Formicone in publico, legato e stretto, per punirlo della mala guardia fatta a Polifila. Filetero, come amante prudentissimo, vedendo questo, con una sua repentina fallacia acquietò ogni successa perturbazione, la quale al presente non vi narro, però che io vedo Barbaro uscir di casa: non vorrei quello saperla, che ogni cosa seria turbata. »

Publio Filippo Mantovano
Formicone

ISBN: 9781326656201
prima edizione 2012

a cura di Daniele Lucchini

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