Daniele Lucchini - Geografia e sociologia della fiabaQuando lo storico (o il geografo, l’etnografo, il sociologo) cita una fiaba come significativa d’un’epoca o di una situazione ambientale o sociale, il folclorista può subito dimostrare che lo stesso schema narrativo si ritrova pressoché identico in un paese lontanissimo e in una situazione storico-sociale assolutamente diversa […]
Ridurre la fiaba al suo scheletro invariante contribuisce a mettere in evidenza quante variabili geografiche e storiche formano il rivestimento di questo scheletro; e lo stabilire in modo rigoroso la funzione narrativa, il posto che vengono a prendere in questo schema le situazioni specifiche del vissuto sociale, gli oggetti dell’esperienza empirica, utensili d’una determinata cultura, piante o animali d’una determinata flora o fauna, può fornirci qualche notizia, che altrimenti ci sfuggirebbe, sul valore che quella determinata società attribuisce loro.
Da questa intuizione di Italo Calvino l’autore trae spunto per proporre un metodo di lettura e di analisi della fiaba che, partendo come in un’indagine poliziesca da tracce ed indizi a prima vista insignificanti, arriva a definire le caratteristiche ambientali e sociali dei luoghi e dei tempi in cui essa è raccontata.

Un breve assaggio del testo
« Le fiabe oggi non vengono quasi più raccontate, se non in sporadiche occasioni da anziani, ma anziani sul serio, ancora troppo legati alle loro tradizioni di gioventù per lasciarle completamente andare. Lo stesso Barozzi afferma che le fòle da lui raccolte per lo più sono state una specie di operazione artificiale, nel senso che il narratore non era più abituato ormai da molti anni a raccontarle a nessuno e addirittura era convinto che il raccoglitore lo stesse prendendo in giro; solo in rarissimi casi appunto Barozzi dice di aver trovato una persona che raccontava ancora abitualmente fòle, come Berta Bassi Costantini, la prima narratrice della sua raccolta.
Erano invece comunemente narrate più o meno fino alla seconda guerra mondiale, quando cioè ancora esisteva praticamente intatto quel mondo agricolo che era il loro habitat naturale, come conferma anche Tassoni nell’introduzione al suo lavoro, secondo il quale per di più il processo di sfascio di quell’ambiente era già iniziato addirittura dai primi del Novecento, anche se sono convinto che si tratti più di una sorta di mito romantico che di una concreta e oggettiva osservazione. »

Daniele Lucchini
Geografia e sociologia della fiaba

ISBN: 9781312102385
prima edizione 2006

Ebook [pdf] – € 4,99

Brossura – € 12,90

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Daniele Lucchini – Geografia e sociologia della fiaba
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