Daniele Lucchini - Calipso

Esistono luoghi dai quali, pur detestandoli, non si riesce mai ad allontanarsi, come se si fosse sottoposti all’incantesimo che teneva Ulisse prigioniero sull’isola di Ogigia. Esistono luoghi che non si potranno mai amare, benché siano quelli di una vita e cerchino d’imporsi in nome di un’intimità divenuta consueta, come Calipso pretendeva d’imporre la propria al suo ormai riluttante amato.
Questa breve silloge di testi redatti durante la seconda metà degli anni Zero ha come tema conduttore la prigionia; non quella letterale di chi si trova dietro le sbarre, ma quella più metaforica, benché non necessariamente meno odiosa, di chi si trova costretto negli spazi angusti – mentali e culturali ancor prima che fisici – di un anonimo borgo di provincia con pretese di città.

Un breve assaggio del testo
« Le strade di Lisbona gli tornavano in mente ogni volta che ascoltava un disco di fado. Soprattutto quando a cantare era una voce femminile.
In realtà a Lisbona non aveva passato che una settimana, ma tanto era bastato perché la città gli entrasse nel cuore, profondamente. Al punto che gli era diventata sinonimo di nostalgia, di una nostalgia calda, infantile. Un’idea di benessere, materna.
E invece trascorreva i giorni nel ventre della sua città madre come un esiliato. Un villaggio di nemmeno cinquantamila residenti, freddo, ostile ai suoi stessi abitanti e al limite dell’intolleranza nei confronti dei forestieri.
E che dire del clima? Della costante brezza oceanica della capitale portoghese, che rendeva gradevole anche l’estate? Nella sua città, natio borgo selvaggio, come la chiamava citando con triste ironia Leopardi, l’aria non si muoveva mai; sorta tra le paludi, tutto vi era afa e zanzare. L’estate era un inferno: una specie di foresta pluviale senza piante né ricchezza biologica. »

Daniele Lucchini
Calipso

ISBN: 9781326767488
prima edizione 2010

Ebook [pdf] – € 4,99

Brossura – € 11,90

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Daniele Lucchini – Calipso
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