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Angelo Granito
Dell'utilità di studiare il greco e il latino
76 pagine
prima edizione 2011
a cura e con appendice di Daniele Lucchini
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In
anni in cui pare che la società e la scuola italiana segnino il passo
rispetto a molti paesi occidentali, non è raro
sentire chi propone di sbarazzarsi dello studio delle lingue e delle
letterature classiche come di un'inutile e ormai inattuale zavorra,
sostituendole con discipline più alla moda che spesso scimmiottano
persino nei nomi temporanee infatuazioni anglosassoni. Eppure questo
sarebbe un
grave errore, perché quelle lingue e letterature non solo aprono gli
occhi all'osservazione
dettagliata dell'animo umano, ma anche perché offrono un
fondamentale supporto logico e metodologico allo studio proficuo delle
materie
tecniche e scientifiche.
Il
pamphlet di Angelo Granito, pubblicato per la prima volta a Napoli nel
1845, oltre ad illustrare ampiamente tali ovvietà, si prodiga in una
serie di indicazioni su come studiare il greco antico alla stregua di
una lingua viva. Indicazioni che, riguardo al latino, sono invece
fornite dal curatore nell'articolo in appendice, Stato di salute e pronuncia del latino oggi.
Un breve assaggio
del testo
« Per chi si appresta allo studio del latino, si pongono spesso subito
due questioni di non poca rilevanza: quale sia la reale utilità di
imparare una lingua morta e come la si debba pronunciare. Due domande
importanti, cui vale la pena di cercare una risposta, poiché dal loro
esito potrebbero dipendere anche la determinazione e i risultati nello
studio.
Il latino viene oggi comunemente considerato una lingua morta, finita
con l'impero che la usò, e, come tale, il suo approccio suscita un
misto di reverenza e di scoraggiamento. La prima per la grandezza di
quell'impero e per l'immensa eredità che ha lasciato in termini
storici, culturali, giuridici, tecnici; il secondo per il timore che,
in quanto lingua morta, non la si possa realmente utilizzare e che
dunque tutti gli sforzi per il suo apprendimento siano in un qualche
modo inutili.
Cerchiamo dunque di analizzare un po' più a fondo la questione. » |
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