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Álvar Nuñez Cabeza de Vaca
Naufragi
152 pagine
prima edizione 2008
a cura di Daniele Lucchini
traduzione dallo spagnolo di Giovan Battista Ramusio
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L'epopea della conquista del Nuovo Mondo nel racconto dell'unico
conquistador che non conquistò mai nulla, ma che visse quasi dieci anni
in balia degli Indios, attraversando a piedi da costa a costa gli
odierni Stati Uniti d'America.
Partito dalla Florida nel 1527, Cabeza de Vaca raggiunse il Messico,
ritrovando gli Spagnoli, solo nel 1536 e da allora fu una delle voci
che si levarono più insistenti in favore di una coesistenza pacifica
con i nativi.
I Naufragi sono la cronaca in prima persona di quella
straordinaria ed incredibile avventura.
Il testo è presentato nella preziosa traduzione dell'umanista veneto
Giovan Battista Ramusio, contemporaneo di Cabeza de Vaca.
Un breve assaggio
del testo
« Stando quivi surti ci prese una tempesta molto grande, onde vi stemmo
sei giorni senza aver animo di rientrare in mare, e avendo cinque
giorni che non avevamo bevuto, la sete era tanto grande che ci fu forza
di bevere dell'acqua del mare, e alcuni s'allargaron tanto nel bevere
che di subito ci morirono cinque uomini. Io racconto queste cose così
brievemente perché non credo che sia di mestieri narrar particolarmente
le miserie in che ci trovammo, poiché, considerando il luogo ove
stavamo e la poca esperienza d'alcun rimedio, ciascuno può pensar da se
stesso in che termine ci ritrovassimo.
Finalmente, vedendo che la sete cresceva e l'acqua salata ci ammazzava,
ci disponemmo, se ben la tempesta non era ancor cessata, di
raccomandarci a Dio nostro Signore, e più tosto arrischiarci al
pericolo del mare che aspettar la certezza della morte che la sete ci
dava: e così uscimmo per la via onde avevamo veduta passar la canoa la
notte che di quivi eravamo passati. In questo giorno ci vedemmo molte
volte annegati, e tanto perduti che non era alcuno di noi che non ci
tenesse per certa la morte. » |
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