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Il blog
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Álvar Nuñez
Cabeza de Vaca
Naufragi
216 pagine
prima edizione 2008
a cura di Daniele Lucchini
traduzione di Giovan Battista Ramusio
leggi un breve assaggio
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brossura: € 15,00
grandi caratteri: € 15,00
libro elettronico: € 7,50
libro low cost: € 7,50
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L'epopea della conquista del Nuovo Mondo nel racconto dell'unico
conquistador che non conquistò mai nulla, ma che visse
quasi dieci anni in balia degli Indios, attraversando a piedi
da costa a costa gli odierni Stati Uniti d'America.
Partito dalla Florida nel 1527, Cabeza de Vaca raggiunse il
Messico, ritrovando gli Spagnoli, solo nel 1536 e da allora
fu una delle voci che si levarono più insistenti in favore
di una coesistenza pacifica con i nativi.
I Naufragi sono la cronaca in prima persona di quella
straordinaria ed incredibile avventura.
Il testo è presentato nella preziosa traduzione dell'umanista
veneto Giovan Battista Ramusio, contemporaneo di Cabeza de Vaca.
Un breve assaggio del testo
« Stando quivi surti ci prese una tempesta molto grande,
onde vi stemmo sei giorni senza aver animo di rientrare in mare,
e avendo cinque giorni che non avevamo bevuto, la sete era tanto
grande che ci fu forza di bevere dell'acqua del mare, e alcuni
s'allargaron tanto nel bevere che di subito ci morirono cinque
uomini. Io racconto queste cose così brievemente perché
non credo che sia di mestieri narrar particolarmente le miserie
in che ci trovammo, poiché, considerando il luogo ove
stavamo e la poca esperienza d'alcun rimedio, ciascuno può
pensar da se stesso in che termine ci ritrovassimo.
Finalmente, vedendo che la sete cresceva e l'acqua salata ci
ammazzava, ci disponemmo, se ben la tempesta non era ancor cessata,
di raccomandarci a Dio nostro Signore, e più tosto arrischiarci
al pericolo del mare che aspettar la certezza della morte che
la sete ci dava: e così uscimmo per la via onde avevamo
veduta passar la canoa la notte che di quivi eravamo passati.
In questo giorno ci vedemmo molte volte annegati, e tanto perduti
che non era alcuno di noi che non ci tenesse per certa la morte.
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