La convulsa e tumultuosa guerra di potere tra Papato e Impero
dell'XI secolo, nota come lotta per le investiture, ha lasciato
alla storia episodi leggendari, come l'incontro e la penitenza
di Canossa, e figure indelebili, quali l'integerrimo papa
Gregorio VII e l'infingardo imperatore Enrico IV o la gran
contessa Matilde di Canossa, implacabile paladina della Chiesa
e fulgido esempio – unico per secoli – di governante
donna di un potentato di primo piano internazionale.
Meno noto al grande pubblico, ma pure coprotagonista di quegli
eventi fu Anselmo da Baggio, già vescovo di Lucca,
uomo di fiducia del papa, legato pontificio per il nord Italia,
consigliere spirituale e politico di Matilde e, post mortem,
santo patrono della città di Mantova.
La Vita di Anselmo è la prima biografia del
santo, scritta presumibilmente subito dopo la sua dipartita,
con il chiaro intento non solo di illustrarne le imprese,
ma anche e soprattutto di postularne la causa di beatificazione.
Allo stesso tempo uno spaccato dal di dentro di quel grande
scontro istituzionale tra le due massime autorità del
tempo.
Un breve assaggio del testo
« Infine collaborò strettamente con la marchesa
Matilde, donna nobilissima per stirpe e per costumi, che conduceva
vita spirituale e religiosissima in privato e, per dirla correttamente,
vita militare in pubblico; ma le due vite erano così
collegate, che ella affermava di essere spirituale in Cristo
e secolare per Cristo. E l'una procurò angustia e fatica,
l'altra, spero, un premio molto più grande; infatti
l'una la seguì di propria volontà, l'altra per
obbedienza. Tutto il suo ingegno e il suo sapere li spese
volentieri in questo impegno.
Il santo dunque parlò ai suddetti canonici, prima assieme,
poi singolarmente; li rincuorò, li incoraggiò,
li incitò e promise loro gli onori della Chiesa, tanto
al presente quanto in futuro. Promise onori e ricompense anche
per i loro familiari, al fine di attrarre la loro volontà.
Ma quei disgraziati, accecati dal mondo, respinsero le sue
offerte e preferirono la vile acqua della dannazione al lieto
vino della salvezza. Preferirono essere miserabili del demonio
che ricchi in Cristo. »
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